mercoledì

tortina di ricotta...con vista


Trovo che i formaggi cremosi e yougurt conferiscano un gusto favoloso ai dolci e generalmente sono di facile realizzazione, mia mamma da quando ha imparato a fare il mitico "barattolo cake" non fa che declinarlo in tutti i modi possibili. La base è sempre quella, trattasi di una sorta di torta paradiso, solo che si eliminano attrezzi e bilance a favore del barattolino di yogurt che, una volta svuotato, verrà impiegato per misurare tutto il resto. Insomma si procede a multipli di barattolo! Anche la cheesecake ha sempre un certo fascino ed infatti viene continuamente riproposta con le più bizzarre modifiche, io generalmente la trovo squisita.
Ecco quindi la mia personale versione di tortina alla ricotta con pepite di cioccolato e caramello all'arancia, insomma un dolce quasi perfetto! Questo lo dico non tanto perché mi vanti delle mie insignificanti doti da pasticciona, quanto perché qualche tempo fa alla presentazione di un libro un famoso maestro pasticcere affermava che un dolce dev'essere croccante, acidulo, amaro e... dolce. Qui, se ci si pensa bene, tutte le caratteristiche sono riunite ed il risultato è eccellente con uno sforzo assai moderato. Tanto meglio visto che fa caldo e ci si gonfiano le caviglie a star sopra i fornelli!

venerdì

Biscotti col segno!


piccole tracce di me sparse nel tempo tornano come briciole per riportarmi indietro. Non resisto, le seguo e mi trovo davanti ad una cosa strana che non voglio ri scoprire. Quante volte ci capita di seppellire momenti, ricordi belli, brutti, neutri perché lo decidiamo? Sicuri che sia possibile farlo.Il problema è che il nostro lenzuolo è troppo volatile, piccolo e trasparente, così finisce sempre che al primo alito di vento le punte spuntano dal terreno e ci fanno sentire quello che abbiamo cercato invano di velare. Certo il mio segno astrale non aiuta perché la ragione si trova immancabilmente sconfitta dal turbinio del vento che si insinua caldo e dolce per poi dimostrare la sua vera natura. E allora che fare?? Biscotti, blog, corsa e la lunga lista di attività su cui tutti ci proniamo per velare i segni del tempo. Ma bisogna quantomeno dare un tema ai nostri manufatti, ecco cosa ho trovato: un bello stampo. Si uno stampo per biscotti che sta andando a ruba a Parigi e mi ha portato un'amica in questi giorni. E' divertentissimo e permette di farne di tutti i colori! Lo vendono in abbinamento ad un libricino con le ricette. Io ho fatto una semplice frolla, l'ho tirata, ho stampato ovunque, messo in frigo mezz'ora e poi con un cerchio ho tagliato. Bellissssssssssimo.

mercoledì

Biscottini suggestopedici

Era febbraio quando non sapevo veramente più che pesci pigliare. Nel cuore dell'inverno mi sentivo inutile, anzi a dire il vero mi pareva che il mondo ce la mettesse tutta per farmi sentire così. Avevo due lavori che mi stavano annoiando, non tanto perché non fossero interessanti, quanto perché non erano inseriti in un contesto, in un progetto più ampio e lungimirante. Il mio ragazzo era lontano ed io avevo voglia di raggiungerlo. Passavo molto tempo su internet un pò per estraniarmi ed un pò per trovare migliori opportunità. Sono incappata su un corso da un nome strampalato "la comunicazione assertiva nella didattica moderna" che mi impegnava e mi occupava qualche fine settimana al mese e mi sono detta: perché no?
Dal primo momento mi è piaciuto il gruppo ed il modo di interagire nell'aula i cui banchi erano addossati al muro e le sedie messe in cerchio. Per quattro mesi ci siamo dati appuntamento con tutto il nostro fardello, abbiamo condiviso gioie, lacrime, visioni della vita e modi di operare, abbiamo imparato a parlare per farci sentire, ad ascoltare per accogliere, ma soprattutto a capire. Un corso per cercare di vedere come funziona la mente umana in cui se non c'è trasporto non può esserci apprendimento, in cui gli allievi sono gli attori principali dello spettacolo messo in scena dall'insegnante regista. Quante risorse, quanta energia circolava tra quelle quattro mura che spesso cadevano e facevano intravvedere l'orizzonte!
Ma come dopo ogni momento piacevole c'è un conto da pagare, per noi consisteva nell'entusiasmare a nostra volta i compagni e la frau del corso con una lezione fatta da noi. Argomento a scelta. Una frolla gigante ha invaso la mia testa ed insieme alla fidata Cetti (compagna di studi) abbiamo realizzato una lezione sulla frolla con tanto di biscottini ai vari gusti e colori. Eh si perché le cose per essere apprese devono apparire come un ciclone che ti eleva da terra, ti fa dimenticare la cognizione del tempo, ti porta in esplorazione per mondi sconosciuti, ti da qualcosa e ti rimette nello stesso luogo in cui ti ha rapito.

Un bacio di cuore ai miei compagni di traversata nella speranza che ce ne sia un'altra!



venerdì

Focaccia golosa



E' da tanto che volevo provare a fare una focaccia, ma mi sono sempre fermata davanti allo scoglio del lievito madre. Ho provato a farlo, mi è venuto, l'ho usato, ma poi essendo un pò SDF (senza domicilio fisso) mi toccava sempre andare in giro con bilancia e ciotolina per dargli da mangiare. Un Tamagochi insomma. Poi con l'arrivo dell'inverno mi è risultato più difficile usarlo, perché lievitava più lentamente e così l'ho impunemente lasciato morire. Nel libro Cresci di Zoia e Massari ho trovato però, una bella ricetta col lievito di birra (ha un'alveolatura più fine) che mi piaceva assai. Ho provato quindi a cimentarmi nell'esperimento, ottimo risultato!L'unico neo, neanche tanto piccolo, riguarda il mio povero kitchen aid che si è slogato un braccio e dovrò portarlo dal medico, l'impasto era troppo e lui non ce l'ha fatta. ufffffffff!!!

Io mi son fatta arrivare gli stampi da qui.

mercoledì

Prove tecniche da pasticcera


Ogni tanto qualcuno si sbaglia di grosso e crede che io sia una pasticcera solo perché mi viene qualche ciambella col buco in più di qualcu'un altro che si cimenta con quest'arte da meno tempo. Mi si chiede allora di metter su un'attività, di fare qualcosa di concreto per non rendere vani i miei sforzi. Delle volte penso che sarebbe una bella idea, ma poi mi rendo conto che mi mancano troppo cose per essere un'imprenditrice vera. Il problema (tra gli altri) è che non mi so organizzare, sono troppo fantascientifica. Insomma mi credo marziana, ma ho sentimenti da terrestre. Sempre in lotta tra ciò che voglio fare e ciò che dovrei concludere, alla fine mi trovo con un pugno di mosche in mano, troppo ideali per essere reali e così, pure quelle, finiscono per popolare solo la mia fantasia.E così l'atro giorno mi ha chiamato un'amica, una pasticcera vera, di quelle con le palle, che lavorano 14 ore al giorno e partoriscono autentiche opere d'arte, lei è in Giappone e vorrebbe tornare in Italia, mi si è paventata l'idea di mettere su qualcosa con lei, solo che io...boh non so! Mi piacerebbe continuare ad insegnare, a lavorare coi ragazzini e fare la signorina Rottermehier insomma. Mi domando se entrmbe le cose siano conciliabili e intanto continuo a provare ad imitare i grandi fautori di dolci con qualche sbiadita imitazione. Questa era la torta di compleanno per il mio compare!

martedì

E fritoe

Colori ovunque, gente strampalata, vestiti pittoreschi e bambini fiabeschi. Non c'è che dire siamo a carnevale. Questa mattina alle otto nei pressi di Piazza San Marco c'erano due belle maschere agghindate con abiti importanti, mi domandavo quanta preparazione ci fosse dietro a quelle apparenze e a che ora avranno dovuto destarsi. Effettivamente in questo periodo molte persone danno il meglio di sè, se vogliamo  si può dire che si impegnano anonimamente per animare lo spirito ed il temperamento altrui. Io lo vedo un pò come l'unione tra la creatività personale e la gratuità di un gesto nobile. Ormai sono pochi i veneziani che sentono veramente questa festa, così ci pensano i "foresti" ad animarla come si deve. Mi piace tantissimo l'idea secondo la quale tutti per qualche giorno all'anno possono decidere di essere chi vogliono, ricoprendo un ruolo diverso nella società nell'anonimato più totale. Anche questa è una forma di viaggio!



DA FARE LA VEGLIA

Si tratta di due impasti mescolati in percentuali diverse:
1/3 di pate à choux
2/3 di impasto per frittelle

Ingredienti per la pate à choux
100 gr acqua
100 gr latte
90 gr burro t° ambiente
120 gr farina
5 gr sale
200 gr uova
un pizzico di zucchero

Mettere a bollire l'acqua col burro, il sale e lo zucchero. Versarvi la farina a pioggia fuori dal fuoco, incorporare il tutto con la frusta. Riportare sul fuoco e mescolare finchè la pasta non si stacca dalle pareti della pentola.
Fuori dal fuoco aggiungere un uovo alla volta e omogeneizzare. Far raffreddare completamente.

Ingredienti per l'impasto delle frittelle:
125 ml latte
75 gr uova
40 gr burro pomata
8 gr lievito di birra fresco
2 hg farina
5 gr sale
20 gr zucchero
QB rum o grappa
scorze d'arancia
100 gr uvetta
30 gr pinoli

Mettere nell'impastatrice col gancio il lievito col latte e farlo sciogliere, aggiungere la farina, amalgamare e di seguito versarvi le uova gradualmente. Quando l'impasto è omogeneo inserire il burro. Pesare il sale e lo zucchero insieme ed aggiungere al resto. Finire con il rum, le scorze d'arancia e limone. Ne risulta un composto morbido, a questo punto versare la pate à choux ed azionare l'impastatrice a massima velocità. Le uvette ed i pinoli vanno messi alla fine così non rischiano di rompersi e scurire l'impasto. PS. COnsglio vivamente di mettere il superalcolico perché rende il fritto più asciutto e leggero.
Mettere in un tapper e riporre in frigo fino all'indomani.

Per cuocerle scaldare l'olio in una casseruola larga a bordi bassi a 180°. Fare delle quenelles aiutandosi con due cucchiai e tuffare nell'olio. Le frittelle sono cotte quando sono ben scure. Riporle su carta assorbene e successivamente cospargerne l'intera superficie di zucchero.

lunedì

Macaron pistacchio


Oggi un macaron verde...come la speranza, che è l'ultima a morire! Dedico questo dolce delicato a coloro che sanno sentire, non solo col palato, ma anche col cuore. Dedico questo dolce a chi sa ancora emozionarsi, a chi ultimiamente mi ha emozionato con sguardi, musica e parole. Questo gruppetto di persone non è molto folto, ma c'è. Questa è l'unica cosa che conta nella vita, tutto il resto passa.Quindi, conosciuti e sconosciuti che vi identificate o sentite un'attrazione atavica verso questo post: tutto ciò è per voi!

Ormai ho deciso di adottare una volta per tutte dosi e metodo Hermé:

110 albumi a temperatura ambiente vecchi di una settimana (conservati in frigo)
300 gr polvere di mandorle passata in forno ad asciugare (170° per 5 minuti)
300 gr zucchero a velo
110  albumi a temperatura ambiente vecchi di una settimana (conservati in frigo)
75 gr di acqua
300 gr zucchero semolato
Q.B. colorante alimentare verde /marrone (io faccio un mix)
In questa ricetta io ho messo della polvere argentata per alimenti che ho trovato su internet sul sito di artgato


Pesare tutti gli ingredienti

Fare un meringa italiana:
Su una casseruola mettere lo zucchero e l'acqua portare a 119°
Quando il termometro raggiunge i 115 ° iniziare a montare 110 gr di albumi a neve non troppo fissa a velocità sostenuta
Ridurre la velocità e versare lo sciroppo sugli albumi, lasciar andare il robot finché il composto non scende a 40°

Separatamente unire il colorante ai 110 gr di albume restante in una ciotola
Setacciare insieme le polveri ed unire agli albumi colorati
Incorporare i due composti (albumi montati + albumi con le polveri) con un movimento dall'alto verso il basso. Una volta omogenei, mescolare enregicamente con la marisa, smontare leggermente l'impasto, è pronto quando diventa lucido e scende come fosse un nastro.

Coprire le teglie di carta da forno, mettere una bocchetta al sac à poche 10 e incominciare a versarne una quantità sufficiente per dei cerchi della misura desiderata
Preriscaldare il forno a 145° . Lasciar riposare le teglie per lameno mezz'ora. Infornare per 12 minuti.
Ganache ai pistacchi:
200 gr panna liquida
200 gr cioccolato bianco

Fondere il cioccolato, portare la panna ad ebollizione e versare sul cioccolato a più riprese. Mescolare energicamente, deve risultarne una crema omogenea, unire 50 gr di pasta di pistacchio.Lasciar riposare in frigo per qualche ora e poi frullare il tutto col minipimer. Hermé condiglia di aggiungere un pò di essenza di mandorla amara per valorzzare il gusto del pistacchio. Idealmente i macarons andrebbero degustati 48 ore dopo la produzione. Bella sfida!

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